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BASTOGI LIBRI di Roberta Manuali

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Napoleone Colajanni (Castrogiovanni, ora Enna, 28 aprile 1847) a soli quindici anni seguì Giuseppe Garibaldi nella spedizione “Roma o Morte”. Arrestato sull’Aspromonte e detenuto (1862), nel 1866 fu volontario con Garibaldi nella terza guerra per l’indipendenza e l’anno dopo cercò di raggiungerlo nella spedizione sconfitta a Mentana da pontifici e zuavi francesi. Arrestato per cospirazione repubblicana e amnistiato (1869), nel 1871 si laureò in medicina. Repubblicano-socialista, aderì al Fascio della democrazia. Eletto deputato nel 1890, nel dicembre 1892 mise a nudo alla Camera i brogli della Banca Romana, determinando le dimissioni del primo governo Giolitti. Nel 1894 fu chiamato dal conterraneo presidente del Consiglio Francesco Crispi per fronteggiare il movimento dei Fasci siciliani, sgominati dal generale Morra di Lavriano, commissario militare nell’isola. Dal 1895 schierato con Felice Cavallotti contro Crispi, alla sua caduta Colajanni combatté il governo del siciliano Antonio di Rudinì che represse a cannonate l’insurrezione milanese da lui documentata in L’Italia del 1898. Avversario del marxismo, dal 1901 docente di statistica all’Università di Napoli, combatté il giolittismo e l’impresa di Libia. Nel 1914 si schierò invece per la guerra contro gli Imperi Centrali e, dopo il 1917, contro i bolscevichi, “servi di Lenin”, richiamando l’attenzione di Benito Mussolini. Giudicò il nascente fascismo una forza morale ma ne deprecò le violenze e plaudì il “patto di pacificazione” Zaniboni-Acerbo. Morì a Enna il 2 settembre 1921. Il volume ripropone la figura e l’opera di Colajanni, iniziato alla Massoneria, attraverso un’ampia antologia dei suoi scritti, contestualizzati da un rigoroso apparato critico. 

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